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giovedì 14 giugno 2012

Consigli 2



M. è arrivata con un mazzo di fiori fantastici, L. un pacchetto delizioso arrivato dalla Francia senza soste, G. per fortuna non ha trovato nessun sexy toy, ci sono stati brindisi di auguri e di addio al nubilato, e poi... sono iniziati i consigli e le mie certezze si sbriciolate in un attimo.

"Come tutto tutto beige?"
"Ma non sei tu! Almeno dei sandali Birkenstock viola!
"Ma non vedo le scarpe nella foto"
"Per forza è tutto beige!"
"No, guarda le perle non vanno assolutamente"
"Cioè le perle sono molto eleganti ma vanno sdrammatizzate"
"Mi sembri la Letizia..."
"Il cappello? Sì come Elisabetta"
"Come le calze? Assolutamente senza"
"Mi hanno spruzzato una spray e mi sono abbronzata"
"Ah sì, c'è dentro la barbabietola?"
"Ecco, quello potresti metterlo sulle gambe"
"Scusa ma perchè non ha preso i sandali?"
"Guarda, non capisco!"
"Devi mettere qualcosa di blu"
"Di vecchio che cos'hai?"
"Veniamo noi! Più vecchie di così..."
"Mettiti la giarrettiera"
"Ci vuole anche qualcosa di prestato"
"Ti darei le mie scarpe ma hai dei piedi proprio lunghi..."
"Io ho una collana che va benissimo"
"Mi raccomando almeno il bouquet colorato!"
"Mi hanno fissato una seduta di trucco ma io non voglio"
"Ma tu stai bene così!"
"Mi metto le calze"
"Ma non puoi, gambe nude!"
"Oppure i calzini"
"Assolutamenta no ai calzini, piuttosto calze a rete!"
"Andiamo tutte, non ce lo possiamo perdere"
"Chi fa le foto?'"

Allora l'abito doveva essere folk, gonna lunga, colorato, di organza. Le scarpe aperte, sandali, di tessuto e corda, zoccoli, birkenstock di vernice e coloratissimi. La giacca sostituita con una stola. Il cappello riposto nell'armadio. Gli orecchini eliminati se la collana è importante.

Le mie preziose ex compagne di liceo saranno presenti il giorno fatidico e nulla di quello che ho scelto è stato approvato.

martedì 12 giugno 2012

Le scarpe



La scelta di una scarpa sbagliata può avere gravi conseguenze come questa immagine di apertura dimostra, ecco perchè dopo il vestito la ricerca del decollété è stata nel contempo quantitativa e qualitativa.

Una futura sposa milanese ha tre indirizzi che non può ignorare, la leggenda narra che recandosi in uno di questi punti vendita con un campione di tessuto dell'abito da sposa (tagliato da dove? dalla fodera? da un orlo in eccesso? da una spallina trasformando la parte superiore in un corpetto?) e scegliendo il modello sarà realizzata la scarpetta su misura nella nuance prescelta.

Ecco i luoghi imperdibili:

1. Garlando, in via Madonnina 1, ballerine, scarpe e sandali con tacco più o meno alto (quello più è molto stretto, quello meno a rocchetto), bianche, avorio, beige e poi di tutti i colori. Da non perdere le fine serie, da 19 a 69 euro, sono esposte nell'ultima vetrina in via Madonnina e all'interno nel corridoio di fronte all'ingresso. In magazzino ne hanno altre ma per vederle occorre che la commessa sia di luna buona.

2.  Spelta, in via Pontaccio 2 (o in via Solferino 1 dove ci sono i modelli scontati). Ballerine in diversi modelli e di tutti i colori e poi decollété, sandali e altro. C'è un negozio anche in via Belfiore 7.

3. Panca's, in corso di Porta Ticinese 98, scarpe e sandali più spiritosi con tacchi a rocchetto, colori a scelta, modelli su misura in poche settimane. E' il più economico dei tre ma la decisione d'acquisto può subire le influenze nefaste dell'umore pessimo del proprietario.

Naturalmente una scarpa bianca da simil matrimonio costa almeno il doppio di un modello identico non classificato nella categoria nozze (senza contare la perfidia della commessa che quando provi un modello scontato e scopre che è per il matrimonio ti lancia un "Beh, certo che per un giorno così importante..." Appunto, pensi con due ore di ritardo, non sarà certo più importante perchè costa di più la scarpa!).

E così inizia un'analisi quantitativa che va dai negozi di Chinatown, ma sarà la colla che ha quella puzza comune a tutte le scarpe vendute non solo in Paolo Sarpi? alle vie del centro (Torino, Vittorio Emanuele, Solferino) fino a corso Vercelli. Per arrivare alla conclusione che esiste una società del semilavorato, marchi diversi che sono semplici timbri (possibilmente in oro) stampigliati su tomaie identiche, realizzate con uguale pelle di uguale colore, montate su tacchi identici, la qualità è medio bassa ma il prezzo medio alto (forse per compensare il maggior numero di passaggi). Insomma scarpe uguali ovunque anche se vendute da negozi o catene diverse e sempre con la medesima caratteristica: scomodissime!

Alla fine, inaspettato, un colpo di fortuna. Da Mortarotti, in corso Magenta angolo via Terraggio, saldi del 70% e un paio di scarpe che non sono un classico decollété, non hanno il tacco quadrato, sono disastrosamente a punta ma mi ricordano un paio di incredibili ballerine di vernice verde bottiglia (con tanto di pon pon) che avevo da piccola, le provo con il vestito e decido: sono loro!

Ah, il frame della foto è tratto dal film "Serial mom" con Kathleen Turner. Nella traduzione italiana "La signora ammazza tutti", una gentile mamma di una perfetta famiglia americana che non tollera la cafonaggine, come indossare scarpe bianche dopo il Labour day che si festeggia negli States il primo lunedì di settembre. Ecco il trailer:










lunedì 30 aprile 2012

Paperina o olgettina


Prima ricognizione sul mercato della scarpa. L'obiettivo è un comodo decollété (più familiarmente decolté) con un tacco ragionevole, possibilmente largo (quei bei tacchi quadrati anni '70 così a prova di storte...). Niente punta (perchè incentivare l'alluce valgo quando se ne può fare a meno?). Per il colore nessuna preclusione (finchè non c'è il vestito...).
Insomma, il modello indossato da Paperina mi sembra l'ideale.

"Buongiorno, un modello con la punta più quadrata?"
"Ah, guardi che non è che è più comodo di queste a punta!"

"Buongiorno, il decolté in vetrina ma con il tacco più largo come nel modello invernale?"
"Mi dispiace per la nuova collezione solo tacchi a spillo"

"Buongiorno, vorrei vedere quelle scarpe"
"No, il suo numero non c'è ma provi pure il numero di meno, calzano benissimo!"

"Ecco queste sono perfette, me le può far provare dell'altro colore?"
"Non c'è, ma il beige va con tutto"

"Buonasera, c'è il mio numero del modello chiaro in vetrina?"
"Sì, lo prendo subito. Eccolo, è nero ma è molto elegante"

"Buonasera, vorrei vedere quella scarpa chiusa in vetrina"
"Guardi del suo numero c'è questa senza punta e con il cinturino dietro"

Vabbè provarci, ma neanche ascoltare le tue richieste... se avessi voluto però un modello con la zeppa, tacco 12 (o 14 o 16 o...), magari spuntate e di vernice le avrei trovate ovunque da via Torino a Paolo Sarpi. In comune la scomodità assoluta, l'impossibilità di muovere anche solo qualche passo e la garanzia di vesciche inopportune che trasformano la sposina nelle foto del "giorno più bello" in una pallida imitazione delle smorfie che pubblicizzavano il callifugo del dottor Ciccarelli.
Guardando il modello olgettina in vetrina vedo scorrere un flashback sul vetro: parcheggio MM Lampugnano, orde di ragazzi e ragazze che arrivavano non per la festa, una volta dell'Unità ora non so, ma da un raduno di papa boys e dalla notte bianca dello shopping. Non so la provenienza della fanciulla un po' ciciottina con lunghi capelli neri, accompagnato da un tamarro con gel e camicia sbottonata sul petto con ricrescita, ma ricordo le lacrime mentre cercava di raggiungere la macchina. Si muoveva con lo stesso timore di uno con i trampoli alle prime armi, ogni passo serrava la mascella e si appoggiava al tamarro stringendo forte il braccio mentre piangeva silenziosamente per il dolore. Ai piedi, rigorosamente nudi, delle scarpe scamosciate rosse con zeppa e tacco vertiginoso che probabilmente per togliersele avrà dovuto segare via come era già accaduto alla sfortunata protagonista di Scarpette rosse di Andersen, più che una fiaba un incubo.



lunedì 23 aprile 2012

I consigli

Ho bisogno di consigli, chi meglio delle ex compagne di liceo?

"Ma l'hai già scelto il vestito?"
"No, ho guardato un po' in giro ma..."
"Ma come lo vuoi lungo o corto? bianco?"
"Guarda che non è obbligatoria la gonna!"
E così esce l'album di nozze di P., un matrimonio in bianco e nero degli anni '90, lei con un elegante completo giacca e pantaloni, scarpe bianche e capello impeccabile.
"Cercavo qualcosa di colorato, ho provato un tubino cipria ero così smorta..."
"Ma basta un po' di crema autoabbronzante sulle braccia"
"E tu L. ti sei sposata in bianco?"
"No, guarda era un vestito terribile!", in effetti a riguardare le foto di vent'anni fanno sorridere spalline imbottite e capelli in piedi, chissà quando riguarderò quelle di quest'anno...
"Ma per le scarpe cosa consigliate? mi hanno detto tacco obbligatorio..."
"Beh, dipende quanto è alto lui?"
"Ballerine no?"
"Veramente avevo pensato anche ai sandali, farà un caldo..."
"Piedi curati mi raccomando!"
"Ecco, appunto, è vero o no che con la manicure non vanno tolte le pellicine? Se ci sono servono pure a qualcosa"
"Certo che no, e attenzione a scegliere la manicure è come il dentista, massima igiene!"

Allora faccio il punto, devo autoabbronzarmi, provvedere a manicure e pedicure e ho una lista di indirizzi dove cercare un vestito...

Improvvisamente riemerge da un file della memoria, archiviato 25 anni fa, F. alle prese con un matrimonio in chiesa (i genitori di lui ci tengono tanto!) e in poche settimane risucchiata in gonna a fiori e zoccoli in un gorgo e riemersa con le meches, abbronzatura artificiale, abito bianco e velo mentre distribuisce bomboniere "sì ma sono utili, cucchiaini d'argento per lo zucchero". 
No, il gorgo no!

giovedì 5 aprile 2012

Punti di vista

Deludente è scoprire che quello che per te è un giorno speciale per altri è solo una gran rottura. Così quando cercando di puntare sull'empatia e stimolare un po' di collaborazione dico al rivenditore di scarpe:
"Sa sono per un matrimonio, il mio"
e ottengo:
"Oddio, tutte a me oggi. Nessuno che entra e, facile facile, si compra un paio di scarpe"
ho due reazioni contraddittorie, la prima è di mandarlo a quel paese dandogli del gran cafone, la seconda è razionalmente iniziare a ragionare sulla crisi del commercio, cercare di capire quanto i negozianti ci mettono del loro nel far diminuire gli incassi (e a far pendere la bilancia per questa ipotesi ci sta la maleducata commessa, sempre di scarpe, di settimana scorsa).
Alla fine rimango e lui, forse per rimediare, tira fuori altri tre modelli giusti del mio numero che sosteneva di non avere. E aggiunge che mi può realizzare su misura tutti i modelli che voglio, nei colori che preferisco, mescolando tacchi, tomaie e colori.
Bene, mi fa piacere, e se proprio non troverò nient'altro lo terrò in considerazione.