Dalla domanda di matrimonio al giorno della cerimonia sembrava ci fosse un tempo lunghissimo e invece...
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giovedì 28 giugno 2012
Baciamoci
Anni fa, visitando una grotta nel Cilento, la guida, indicando una linea scura lungo le pareti, spiegò "qui era pieno di guano di pipistrello, una risorsa economica per la zona, lo acquistava un'azienda cosmetica per produrre rossetti". Ecco deve essere stato da quel momento che i vari lipstick hanno iniziato a stagionare negli armadietti del bagno.
Fino all'incontro con il signor Montalto a Fa la cosa giusta! (ormai è chiaro, tappa essenziale per la creazione e realizzazione di qualsiasi evento e progetto di vita). Per spiegare come è nato l'ultimo prodotto per baciare bio, racconta che una donna nel corso della sua vita mangia un chilo di rossetto (non abbiamo dati sulla quantità ingerita da fidanzati, consorti, amanti occasionali). E allora via siliconi e nickel, dentro burro di karitè e zucchero di liquirizia.
Preso dal suo progetto, mi illustra i prodotti a base di materie prime naturali, rigorosamente bio. Una linea curata fino al dettaglio della confezione, nate in materiale ecocompatibile.
E così con una cipria a base di polvere di tapioca e bambù e altri attrezzi arrivo da A. la paziente estetista, per la prova trucco. Dopo aver visto sparire le occhiaie sotto rapidi colpi di correttore, comparire una precoce abbronzatura semplicemente spennellando e colorare occhi e labbra con i prodotti del signor Montalto, sono tornata a casa per una valutazione complessiva.
Ma nonostante gli apprezzamenti raccolti rimane il dubbio e se al fatidico "Può baciare la sposa" il neoconsorte si rifiutasse? Al futuro marito i cosmetici (anche bio) fanno orrore.
sabato 23 giugno 2012
Trucco e parucco
Sembra inevitabile, il giorno del matrimonio la futura sposa si presenta con le meches o i colpi di sole, l'abbronzatura fittizia (e chi ha il tempo di andare al mare con tutti i preparativi in corso?) e delle lunghe ciglia che sottolinenano un imperdibile sguardo miope (non so perchè ma le spose miopi non vanno, via gli occhiali e se nelle foto hai gli occhi strizzati mentre tenti di individuare qual è il fotografo, pazienza!).
Un piccolo flash sul dopo matrimonio, se nessuno ti ha avvertito che la figlia della vicina di casa si è sposata ecco degli indizi inequivocabili per scoprirlo ed evitare gaffes:
1. la musica a palla quando la mamma è a fare la spesa è improvvisamente sparita lasciando un magico silenzio;
2. la domenica sulle scale si spande un profumo di pollo arrosto o ragù, secondo stagione;
3. la incroci sulle scale la domenica, quando va a pranzo dalla mamma, e ha le meches;
4. invece dei soliti jeans indossa una gonna di gabardine blu;
5. gli stivali che trascinava sul pianerottolo sono stati sostituiti da calze color carne e scarpe anonime;
6. ad agosto, senza più soldi per le ferie, si aggira pallida e sudata insieme a un ragazzo con un'improbabile cravatta grigio metallizzata sopravvissuta al taglio del fatidico dì.
Sarà la catena di associazioni che parte da trucco e parucco a provocare un'istintiva allergia a queste, pare inevitabili, attività legate al matrimonio.
E così, per bypassare una mamma refrattaria, le testimoni hanno fissato un appuntamento dalla paziente A. per sperimentare tecniche e colori. La prima data è andata a buca per un'improvviso impegno, il secondo appuntamento è da fissare, la terza data è già in agenda: è il giorno della cerimonia...
PS per entrare in tema c'è il tutorial di Clio, la make-up artist che va per la maggiore (o dovrei dire al top?) su YouTube
giovedì 14 giugno 2012
Consigli 2
M. è arrivata con un mazzo di fiori fantastici, L. un pacchetto delizioso arrivato dalla Francia senza soste, G. per fortuna non ha trovato nessun sexy toy, ci sono stati brindisi di auguri e di addio al nubilato, e poi... sono iniziati i consigli e le mie certezze si sbriciolate in un attimo.
"Come tutto tutto beige?"
"Ma non sei tu! Almeno dei sandali Birkenstock viola!
"Ma non vedo le scarpe nella foto"
"Per forza è tutto beige!"
"No, guarda le perle non vanno assolutamente"
"Cioè le perle sono molto eleganti ma vanno sdrammatizzate"
"Mi sembri la Letizia..."
"Il cappello? Sì come Elisabetta"
"Come le calze? Assolutamente senza"
"Mi hanno spruzzato una spray e mi sono abbronzata"
"Ah sì, c'è dentro la barbabietola?"
"Ecco, quello potresti metterlo sulle gambe"
"Scusa ma perchè non ha preso i sandali?"
"Guarda, non capisco!"
"Devi mettere qualcosa di blu"
"Di vecchio che cos'hai?"
"Veniamo noi! Più vecchie di così..."
"Mettiti la giarrettiera"
"Ci vuole anche qualcosa di prestato"
"Ti darei le mie scarpe ma hai dei piedi proprio lunghi..."
"Io ho una collana che va benissimo"
"Mi raccomando almeno il bouquet colorato!"
"Mi hanno fissato una seduta di trucco ma io non voglio"
"Ma tu stai bene così!"
"Mi metto le calze"
"Ma non puoi, gambe nude!"
"Oppure i calzini"
"Assolutamenta no ai calzini, piuttosto calze a rete!"
"Andiamo tutte, non ce lo possiamo perdere"
"Chi fa le foto?'"
Allora l'abito doveva essere folk, gonna lunga, colorato, di organza. Le scarpe aperte, sandali, di tessuto e corda, zoccoli, birkenstock di vernice e coloratissimi. La giacca sostituita con una stola. Il cappello riposto nell'armadio. Gli orecchini eliminati se la collana è importante.
Le mie preziose ex compagne di liceo saranno presenti il giorno fatidico e nulla di quello che ho scelto è stato approvato.
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