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giovedì 28 giugno 2012

Inconvenienti

 
Cosa può succedere a meno di tre giorni da un matrimonio dopo aver ostentato la sicurezza di chi ha la situazione sotto controllo?

1. mercoledì sera: Black out elettrico mentre stai aggiornando il blog, devi cercare il bed&breakfast e prenotare l'auto a noleggio per il viaggio di nozze, ti rallegri perchè il portatile ha qualche ora di autonomia, ma poi ti ricordi che il modem è collegato alla corrente...;

2. per ottimizzare il tempo pensi di organizzare la play list, ma per ascoltare i CD serve comunque l'elettricità...;

3. la luce continua a mancare e decidi di confezionare gli ultimi i confetti a lume di candela, se il numero è pari invece che dispari sapete perchè;

4. adda passà 'a nuttata, giovedì alle 9 arriva salvifica la signora A. che stirerà gli abiti per la cerimonia. Alle 9.05 la stirella spunta mezzo litro di fango mancando di un soffio l'abito della testimone pronto a essere inondato di vapore;

5. alle 10, dopo aver sfiorato una crisi prematrimoniale perchè l'ultima a usare la stirella sei stata tu che con il ferro da stiro hai stabilito un rapporto di reciproca indifferenza e ti ostini a ritenere che la relazione con la tecnologia sia fondata sull'intuito, il ferro magicamente riprende a sbuffare in modo regolare;

6. alle 13 scopri che alla vigilia della cerimonia, programmata come giorno di ferie, ti hanno piazzato una riunione inevitabile;

7. ore 13.20 il bancomat si rifiuta di consegnare il tuo denaro, dei cortesi impiegati gesticolando e facendo versi come degli orang-utan indicano l'apparecchio interno che funziona, arrivi alla porta e scopri che è bloccata e lo sportello chiude alle 13.25. Gli orang-utan sono sicuramente più cortesi di quei colletti bianchi che quando guardi nuovamente dalla vetrina fingono di non vederti;

8. alle 13.45 cerchi di pagare la stola dalla nuance perfetta per la testimone e verifichi che il POS non è disponibile, neppure dopo averlo implorato per la terza volta; 

9. sopralluogo a Palazzo Reale: lo scalone d'onore, di fronte alla Sala Matrimoni, dove pensavi di scattare le foto di gruppo è impachettato nel celophanne, e non è stato Christo.

Ore 20, all'ennesima check list scopri che, nonostante tutto, non sei messa così male...

giovedì 14 giugno 2012

Consigli 2



M. è arrivata con un mazzo di fiori fantastici, L. un pacchetto delizioso arrivato dalla Francia senza soste, G. per fortuna non ha trovato nessun sexy toy, ci sono stati brindisi di auguri e di addio al nubilato, e poi... sono iniziati i consigli e le mie certezze si sbriciolate in un attimo.

"Come tutto tutto beige?"
"Ma non sei tu! Almeno dei sandali Birkenstock viola!
"Ma non vedo le scarpe nella foto"
"Per forza è tutto beige!"
"No, guarda le perle non vanno assolutamente"
"Cioè le perle sono molto eleganti ma vanno sdrammatizzate"
"Mi sembri la Letizia..."
"Il cappello? Sì come Elisabetta"
"Come le calze? Assolutamente senza"
"Mi hanno spruzzato una spray e mi sono abbronzata"
"Ah sì, c'è dentro la barbabietola?"
"Ecco, quello potresti metterlo sulle gambe"
"Scusa ma perchè non ha preso i sandali?"
"Guarda, non capisco!"
"Devi mettere qualcosa di blu"
"Di vecchio che cos'hai?"
"Veniamo noi! Più vecchie di così..."
"Mettiti la giarrettiera"
"Ci vuole anche qualcosa di prestato"
"Ti darei le mie scarpe ma hai dei piedi proprio lunghi..."
"Io ho una collana che va benissimo"
"Mi raccomando almeno il bouquet colorato!"
"Mi hanno fissato una seduta di trucco ma io non voglio"
"Ma tu stai bene così!"
"Mi metto le calze"
"Ma non puoi, gambe nude!"
"Oppure i calzini"
"Assolutamenta no ai calzini, piuttosto calze a rete!"
"Andiamo tutte, non ce lo possiamo perdere"
"Chi fa le foto?'"

Allora l'abito doveva essere folk, gonna lunga, colorato, di organza. Le scarpe aperte, sandali, di tessuto e corda, zoccoli, birkenstock di vernice e coloratissimi. La giacca sostituita con una stola. Il cappello riposto nell'armadio. Gli orecchini eliminati se la collana è importante.

Le mie preziose ex compagne di liceo saranno presenti il giorno fatidico e nulla di quello che ho scelto è stato approvato.

domenica 3 giugno 2012

Il vestito per lui



Grazie A.! Un fantastico suggerimento per l'abbigliamento del futuro sposo, in effetti mi sono sempre preoccupata del mio vestito o quello delle testimoni ma mancavano modelli per lui.

Chi non ha mai sognato un principe azzurro in velluto blu? Qui è il momento della dichiarazione a Biancaneve immortalata da A. durante la rappresentazione della Compagnia Colla.

Aggiungo, per chi cercasse qualcosa di più convenzionale, che sta chiudendo il negozio Carlo Bardelli in Via Paolo Sarpi 60 a Milano con sconti fino al 70%.

mercoledì 16 maggio 2012

Quasi quasi ci avviciniamo al modello



Passando davanti alle vetrine di Zara ho notato un nuovo modello, abito dal colore chiaro, sobrio, senza maniche. Mai stata attenta alle vetrine come in questo periodo..., in genere guardo e pensando "ah, magari potrei provarlo" passo oltre.

E' un riflesso condizionato che risale al periodo precedente al just in time e Zara è più che un'evoluzione di questo modello.


Once upon a time il rifornimento del negozio era per tutta la stagione e l'invenduto, invece di giacere in magazzino, diventava merce da saldo.

Così con tutta calma, individuato il capo, provato e approvato, si aspettava la fine dei mesi invernali (o esitivi) e si acquistava a metà prezzo. Dimenticavo c'era ancora la buona abitudine di ordinare più di un campione per ogni taglia!

Ora ogni 15 giorni si cambia, e se non arriva nuova merce spostano quella che c'è in negozio così entri e ti prende l'ansia "ma come era qui! accidenti non lo troverò più!" e così con riflesso pavloviano appena vedo il vestito in vetrina, entro al volo per infilarmi in camerino agguantando la taglia più grande (spesso presente in un unico e raro esemplare, probabilmente per incremetare l'ansia. Immagino che anche la scelta musicale serva per rendere più veloci gli acquisti, oltre a essere dei pezzi orrendi ti mandano in agitazione).

Il condizionamento è riuscito, mi sono trasformata in un animale da shopping.

Con i miei abitini in mano mi metto pazientemente in fila per entrare nei camerini (altro segno del cambiamento in genere cerco di infilarmi gonne sui pantaloni e maglioni su maglioni, stratificazioni improbabili ma evito le odiate code) e provo nell'ordine giallino di pizzo, besciolino voile, rosino a trama grossa.

Sono tutti corti ma sono confortata dall'opinione di un esperto: niente abito lungo per le seconde nozze! Anche se veramente è il primo matrimonio...

Il pizzo del giallino è proprio scadentino e poi il girovita si è spostato, chissaperchè, verso lo stile impero. Del besciolino ignoro quale dovesse essere il taglio, se l'idea era del capo destrutturato ci sono riusciti, la struttura proprio non c'è. Ecco con il rosino va meglio, tessuto consistente, ben modellato, corto come al solito ma sì, c'è abbastanza orlo, solo che è pesante a fine giugno morirò di caldo...

E poi all'improvviso un'idea, entro da Blunauta e vedo, appena arrivati dei tubini di seta, cotone, leggeri, pesanti, bianchi, colorati, con giacca, giacchino, spolverino... WOW ci siamo!

martedì 8 maggio 2012

ABC del Galateo matrimoniale


Documentiamoci, non vorrei fare figuracce! Ecco in ordine alfabetico i consigli di Lina Sotis tratti dal suo Bon Ton con le precisazioni di Barbara Ronchi della Rocca in Questioni di stile:

• abito: in chiesa bianco per lei, tight per lui (con obbligo del tight anche per invitati, niente paura non è il nostro caso). La Barbara specifica che se l'abito della sposa arriva alla caviglia e non ha lo strascico per lui l'abito sarà grigio scurissimo, è ammesso anche il completo meno formale blu o il gessato (petto solo, niente risvolto, cravatta grigio ferro). Per le invitate no all'abito bianco e ai fiori freschi sul cappello (solo la sposa può). Più free il matrimonio civile, respiro di sollievo: questa l'abbiamo svoltata, ci sposiamo in comune!;

• bomboniere: la Lina assicura che è un uso quasi dimenticato, visto che il libro è del 1984 potremmo chiudere lì l'argomento, ma la Barbara nel 1997 lo riapre anche se ricorda che non è una spesa obbligatoria tranne poi terminare il pezzo con un'esortazione alla sposa: almeno sacchettini con confetti ad amici, colleghi, vicini di casa... "insomma, sia generosa!";

• confetti: su un vassoio a disposizione degli ospiti durante il ricevimento, per fortuna la Lina esonera la sposa dalla distribuzione;

• lista nozze: usanza americana (da dire arricciando il naso), è da gestire con discrezione. Bhè non c'è, o meglio c'è un viaggio di nozze come si chiamerà? Lista viaggio?;

• partecipazioni, formula classica (anche Barbara ribadisce "guai a far qualcosa di diverso", vabbè non glielo diremo...) a sinistra i genitori della sposa "partecipano il matrimonio della figlia", a destra quelli dello sposo (i separati o i maggiori di 30 anni si partecipano da soli). In mezzo luogo, data e poi nella riga sotto nome della chiesa o del comune, orario e indirizzo. Sotto a sinistra l'indirizzo della sposa, a destra dello sposo, in mezzo (più in basso) dove andranno ad abitare gli sposi.
Nelle partecipazioni è inserito l'invito al ricevimento.
Indirizzi sulle buste rigorosamente a mano (ecco un ottimo motivo per ridurre il numero degli invitati...);

• spese: sono suddivise tra le famiglie per tipologia. Genitori sposa: partecipazioni, corredo e abito della sposa, ricevimento, cerimonia, bomboniere, automobile, autista. Genitori sposo: fedi, bouquet, viaggio di nozze, arredamento della casa;


• tavola: sposa a destra dello sposo, alternando maschi e femmine, vicino a lei il suocero e poi la nonna o un testimone. A sinistra dello sposo la suocera, testimone, ecc. La Barbara raccomanda di alternare parenti e amici dello sposo e della sposa ai tavoli così si conoscono (e così parlano del tempo... rischio evitato abbiamo il buffet!).

Ed ecco che arriva lo zuccherino, seconde nozze e post convivenze more uxorio richiedono sobrietà, festeggiamenti discreti e poco coreografici: niente partecipazioni, pranzo di nozze, confetti.

Bene, le regole sono importanti, fissano i paletti della convivenza civile. Non me ne vorranno la Barbara e la Lina se però tratterò questo elenco come semplici consigli, come rinunciare ai confetti?

lunedì 7 maggio 2012

Scelte sostenibili



Trovare un vestito da cerimonia, anche classico, senza spendere le cifre di Abito da sposa cercasi, la trasmissione che dagli USA è sbarcata tradotta su Real Time, è possibile.

Una scelta sostenibile, non solo per il portafoglio, era esposta a Fa' la cosa giusta, questo vestito usato (o vintage se vogliamo essere trendy) è stato rimodernato e venduto a 80 euro.

 
Ottimo indirizzo anche questo consigliato da L. dove i capi firmati, compresi gli abiti da sposa, sono  venduti a peso. 

Questo nella foto costa 100 euro invece dei 400 euro stampigliati in etichetta. SOS Peso è a Milano in corso Vittorio Emanuele 30, galleria San Carlo. Poco dopo, sempre nella stessa galleria che sbuca in corso Europa, c'è Diffusione Tessile, più caro ma con prezzi sempre più bassi dei punti vendita tradizonali.



In altre città italiane la catena che vende moda a peso ha l'insegna Kilofascion.  

Sempre in tema di vintage, anche se non proprio economico, da Cavalli e Nastri in via Brera, anni '50 con cintura di tessuto aggiunta a 250 euro.


mercoledì 25 aprile 2012

Matrimonio solidale




A Fa la Cosa Giusta, la fiera del consumo equo e solidale, non potevano mancare gli abiti da sposa. Lo studio del modello e il cartamodello sono realizzati in italia, la fattura è opera di artigiani che lavorano in cooperative in India, la commercializzazione avviene grazie a L'Orlo del Mondo.
L'abito a destra è realizzato in shantung di seta, tessuto con telai mauali e tinto con colori naturali. I modelli si possono modificare, stringere, accorciare... Il costo è da 650 a 980 euro.

Le bomboniere sono create a mano nei paesi del sud del mondo e vendute secondo i principi del commercio equo e solidale, rispetto dei diritti dei lavoratori e prezzo equo per la loro produzione.
Oltre ai sacchettini, in carta, tessuto, juta (da 1.10 a 3.30 euro) anche sculture e altri oggetti particolari. Si trovano nelle botteghe Altromercato.


Anche il buffet può essere a base di alimenti prodotti da cooperative contadine e commercializzati dalle botteghe del commercio equo e solidale. Mi informo e poi aggiorno!

lunedì 23 aprile 2012

Il vestito? Olè!



Ecco i fidanzati ufficiali in viaggio a Madrid (qui siamo all'Orto Botanico).

Poteva mancare una ricerca del vestito in terra di Castiglia? No, non poteva e così tra un museo e l'altro (fantastico il Prado e dalle 18 alle 20 si entra gratis ma la coda è lunghissima, se si compra il biglietto conviene acquistare insieme il catalogo: per meno di 20 euro vedi le opere e ti porti a casa un pubblicazione fatta benissimo. Emozionante Guernica al Museo Reina Sofia dove si entra gratis dalle 19 ed è più fattibile) ecco i tentativi di acquisto di un abito adatto.

Prima tienda Etxartpanno che a Barcellona aveva vestiti anni '50 niente male e online ancora si trovano (vedi foto). Ahimè la sede madrilena ha solo vestiti da cerimonia con fantasie tipo tappezzeria e strascico annesso o, in alternativa, maculati da incollarsi addosso con difficoltà respiratorie.


E così ochieggiando in giro ho scoperto che, a parte gli inevitabili Zara, Desigual, Custò e Mango (a proposito c'è l'outlet in calle de Fuencarral 70 o 72, ma l'ho saputo da F. troppo tardi) con tiendas in tutta Madrid, nella via dello shopping di lusso, calle Serrano sono aperti tutti i marchi italiani come Ferrari, Prada, Gucci e persino Boggi (l'outlet Boggi invece è in via Lancetti 28 a Milano!).
Accidenti alla globalizzazione, ti toglie il gusto della scoperta: sembra di essere in centro a Milano!!!

Comunque, tanto per la cronaca, non ho resistito e sono entrata da Camper e Agatha Ruiz de la Prada, ebbene stessi articoli, stessi prezzi e stessi sconti dei negozi in Italia... che delusione!

Per fortuna cercando di visitare, senza riuscirci, la casa museo di Lope de Vega abbiamo scoperto un fantastico negozio di zapado: Don Flamenco.






e così oltre a scarpe da uomo e da donna, rinforzate con chiodi sulla punta e sul tacco ideali per battere a tempo mentre ci esibiremo in un flamenco nella sala matrimoni di Palazzo Reale abbiamo finalmente avuto l'ispirazione anche per i vestiti: eccoli!


I consigli

Ho bisogno di consigli, chi meglio delle ex compagne di liceo?

"Ma l'hai già scelto il vestito?"
"No, ho guardato un po' in giro ma..."
"Ma come lo vuoi lungo o corto? bianco?"
"Guarda che non è obbligatoria la gonna!"
E così esce l'album di nozze di P., un matrimonio in bianco e nero degli anni '90, lei con un elegante completo giacca e pantaloni, scarpe bianche e capello impeccabile.
"Cercavo qualcosa di colorato, ho provato un tubino cipria ero così smorta..."
"Ma basta un po' di crema autoabbronzante sulle braccia"
"E tu L. ti sei sposata in bianco?"
"No, guarda era un vestito terribile!", in effetti a riguardare le foto di vent'anni fanno sorridere spalline imbottite e capelli in piedi, chissà quando riguarderò quelle di quest'anno...
"Ma per le scarpe cosa consigliate? mi hanno detto tacco obbligatorio..."
"Beh, dipende quanto è alto lui?"
"Ballerine no?"
"Veramente avevo pensato anche ai sandali, farà un caldo..."
"Piedi curati mi raccomando!"
"Ecco, appunto, è vero o no che con la manicure non vanno tolte le pellicine? Se ci sono servono pure a qualcosa"
"Certo che no, e attenzione a scegliere la manicure è come il dentista, massima igiene!"

Allora faccio il punto, devo autoabbronzarmi, provvedere a manicure e pedicure e ho una lista di indirizzi dove cercare un vestito...

Improvvisamente riemerge da un file della memoria, archiviato 25 anni fa, F. alle prese con un matrimonio in chiesa (i genitori di lui ci tengono tanto!) e in poche settimane risucchiata in gonna a fiori e zoccoli in un gorgo e riemersa con le meches, abbronzatura artificiale, abito bianco e velo mentre distribuisce bomboniere "sì ma sono utili, cucchiaini d'argento per lo zucchero". 
No, il gorgo no!

domenica 15 aprile 2012

Le testimoni



Ecco forse non ho ancora le idee chiare sul mio look ma per le testimoni questi abiti sono più che adatti! Mando subito un link alle mie figlie!

sabato 14 aprile 2012

Frustrazione da vestito

Strategia:
1. selezionare i negozi da visitare (inutile entrare qua e là a casaccio sperando in un colpo di fortuna)
2. guardare con calma tutti i vestiti (reprimere l'istinto di fuggire dal negozio dopo pochi minuti)
3. individuare modelli adatti (non scartare quelli troppo eleganti, con inutili fronzoli, da sciantosa, non è il mio genere, oddio questo non lo metterò mai...)
4. scegliere i colori (rosa, beige... blu? nero no ma chissà perchè sono quelli che guardo per primi)
5. provare tutti i modelli che potrebbero andare bene (anche se a prima vista non sembrano adatti e comunque, in genere, niente mi spare andare bene).

Nell'ordine Max&Co, Penny Black e Max Mara (che poi non differiscono granchè visto che sono tutti di Max Mara alias Achille Maramotti fondatore dell'azienda nonchè collezionista. La sua raccolta d'arte contemporanea a Reggio Emilia è aperta la pubblico e si può visitare su prenotazione), grande vantaggio i negozi sono tutti tra corso Vittorio Emanuele e Via Orefici.

Passo meticolosamente tutti i vestiti, spostando le grucce una a una (lo so che sembra la norma ma io in genere saltabecco di qua e di là).
Pazientemente metto da parte i modelli e indugio sui colori, beige con variante dal tortora al bronzo, rosa, dal cipria al rosa antico, blu no, verdini no, bianco ma vabbè proviamo questo... L'unica fantasia che passa la selezione è quella riportata nella fotografia di questo post, tristina eh?
Sfuggo alla tentazione di mollare tutto e andarmene "Davvero siete aperti questa domenica... ah, tutte le domeniche... quasi quasi ripasso con le me figlie" ed entro in camerino.

Prima considerazione, sono tutti tessuti strani, alcuni elasticizzati ma invece di uno sperato effetto pancera, contenitivo di trippe strabordanti, seguono fedelmente l'andamento sinuoso di dette trippe. Altri morbidi e vaporosi provocano un inquietante effetto budino che, sformato sul piatto, si accascia senza ritegno alla faccia delle tue aspettative.
Un improvviso flash, all'inizio degli anni '70 al mercato in via Papiniano amavo ravanare nelle bancarelle degli stocchisti e riconoscevo al tocco il capo di qualità, morbida seta, lino grezzo, cotone dalla trama fitta, lana vergine 100%... estraevo e, con o senza etichetta, trovavo qualcosa tagliato bene. Poi se la taglia, il modello o il colore non andavano bene era un aspetto secondario, la pesca era stata comunque soddisfacente.
Ecco dopo qualche anno strafugnare alla cieca ha cominciato a non dare più i risultati sperati, fibre sintetiche, cuciture pressapoco, modelli importabili e poco importava l'etichetta.
E' questo che mi provoca frustrazione, provo questi vestiti, anche costosi, e non trovo quella qualità che fa cadere un abito a pennello e un tessuto che al tatto da' una piacevole sensazione.

Seconda considerazione, un taglio semplice e curato no? Cosa sono 'sti fiocchi, fronzoli, spille fiorate, strass, scollature esagerate, spacchi fuori luogo...

Uno, due, tre nessun punto vendita (e relativo contenuto) supera la prova, ahimè!

sabato 31 marzo 2012

Il vestito


Non sapevo ancora la data (e quindi la stagione) ma pur volendo sfuggire a tutti i luoghi comuni del matrimonio non ho resistito alla prova vestito.
In vetrina, di un tessuto che ricordava il taffetà, tessuto magico per una reminescenza adolescenziale di non so quale tristissimo e sofferto romanzo da giovinette, con una bella indicazione dello sconto praticato (obbligatoria per legge, durante i saldi deve essere esposto il prezzo intero, la percentuale di sconto e il prezzo di vendita) e colore che con la cerimonia nuziale proprio...
E così agguanto la taglia ed entro in camerino, lo infilo, mi guardo e improvvisamente capisco perchè tutte le future spose che ho conosciuto si mettono a dieta per mesi prima dell'evento, nello specchio è riflessa una enorme caramella Rossana...


Lascio perdere.
Almeno so che il mio futuro sposo non mi obbligherà a iscrivermi in palestra per tornare in forma come è capitato alla sorella di F. E c'è sempre un piano B, quando provando un vestito ti senti grassa chiedi una taglia in più...