venerdì 11 maggio 2012

E il cappello?


Il matrimonio civile ha una serie di vantaggi sulla cerimonia in chiesa:

1. in inverno le sale comunali sono riscaldate, le chiese no (ricordo una cerimonia in un'abbazia di grande fascino ma con un tale freddo che si è congelato il flash);

2. eviti la messa e il rischio che ti tocchi un sacerdote noiosissimo;

3. se ti sposi in chiesa devi frequentare un corso prematrimoniale e ancora adesso ricordo con orrore le lezioni di catechismo per la comunione;

4. la chiesa non si paga ma l'offerta è obbligatoria, non si capisce però quando dare il contante (ho visto girare una busta per tutta una cerimonia passando dalle sedia al poggiamano all'infilarla come una mazzetta nella manica del sacerdote). In comune paghi, direttamente allo sportello, solo se ti sposi il sabato o in sale particolari;

5. in chiesa si mette il velo, ma il bon ton autorizza il cappello in comune. E il cappello, naturalmente decorato con fiori freschi, è una grande tentazione!

Ecco alcune idee per cappelli fioriti sfoggiati a Orticola lo scorso anno e, più innovativi, con verdura come questo:



Sono indecisa tra peonie e peperoncini, qualche consiglio?




martedì 8 maggio 2012

ABC del Galateo matrimoniale


Documentiamoci, non vorrei fare figuracce! Ecco in ordine alfabetico i consigli di Lina Sotis tratti dal suo Bon Ton con le precisazioni di Barbara Ronchi della Rocca in Questioni di stile:

• abito: in chiesa bianco per lei, tight per lui (con obbligo del tight anche per invitati, niente paura non è il nostro caso). La Barbara specifica che se l'abito della sposa arriva alla caviglia e non ha lo strascico per lui l'abito sarà grigio scurissimo, è ammesso anche il completo meno formale blu o il gessato (petto solo, niente risvolto, cravatta grigio ferro). Per le invitate no all'abito bianco e ai fiori freschi sul cappello (solo la sposa può). Più free il matrimonio civile, respiro di sollievo: questa l'abbiamo svoltata, ci sposiamo in comune!;

• bomboniere: la Lina assicura che è un uso quasi dimenticato, visto che il libro è del 1984 potremmo chiudere lì l'argomento, ma la Barbara nel 1997 lo riapre anche se ricorda che non è una spesa obbligatoria tranne poi terminare il pezzo con un'esortazione alla sposa: almeno sacchettini con confetti ad amici, colleghi, vicini di casa... "insomma, sia generosa!";

• confetti: su un vassoio a disposizione degli ospiti durante il ricevimento, per fortuna la Lina esonera la sposa dalla distribuzione;

• lista nozze: usanza americana (da dire arricciando il naso), è da gestire con discrezione. Bhè non c'è, o meglio c'è un viaggio di nozze come si chiamerà? Lista viaggio?;

• partecipazioni, formula classica (anche Barbara ribadisce "guai a far qualcosa di diverso", vabbè non glielo diremo...) a sinistra i genitori della sposa "partecipano il matrimonio della figlia", a destra quelli dello sposo (i separati o i maggiori di 30 anni si partecipano da soli). In mezzo luogo, data e poi nella riga sotto nome della chiesa o del comune, orario e indirizzo. Sotto a sinistra l'indirizzo della sposa, a destra dello sposo, in mezzo (più in basso) dove andranno ad abitare gli sposi.
Nelle partecipazioni è inserito l'invito al ricevimento.
Indirizzi sulle buste rigorosamente a mano (ecco un ottimo motivo per ridurre il numero degli invitati...);

• spese: sono suddivise tra le famiglie per tipologia. Genitori sposa: partecipazioni, corredo e abito della sposa, ricevimento, cerimonia, bomboniere, automobile, autista. Genitori sposo: fedi, bouquet, viaggio di nozze, arredamento della casa;


• tavola: sposa a destra dello sposo, alternando maschi e femmine, vicino a lei il suocero e poi la nonna o un testimone. A sinistra dello sposo la suocera, testimone, ecc. La Barbara raccomanda di alternare parenti e amici dello sposo e della sposa ai tavoli così si conoscono (e così parlano del tempo... rischio evitato abbiamo il buffet!).

Ed ecco che arriva lo zuccherino, seconde nozze e post convivenze more uxorio richiedono sobrietà, festeggiamenti discreti e poco coreografici: niente partecipazioni, pranzo di nozze, confetti.

Bene, le regole sono importanti, fissano i paletti della convivenza civile. Non me ne vorranno la Barbara e la Lina se però tratterò questo elenco come semplici consigli, come rinunciare ai confetti?

lunedì 7 maggio 2012

Scelte sostenibili



Trovare un vestito da cerimonia, anche classico, senza spendere le cifre di Abito da sposa cercasi, la trasmissione che dagli USA è sbarcata tradotta su Real Time, è possibile.

Una scelta sostenibile, non solo per il portafoglio, era esposta a Fa' la cosa giusta, questo vestito usato (o vintage se vogliamo essere trendy) è stato rimodernato e venduto a 80 euro.

 
Ottimo indirizzo anche questo consigliato da L. dove i capi firmati, compresi gli abiti da sposa, sono  venduti a peso. 

Questo nella foto costa 100 euro invece dei 400 euro stampigliati in etichetta. SOS Peso è a Milano in corso Vittorio Emanuele 30, galleria San Carlo. Poco dopo, sempre nella stessa galleria che sbuca in corso Europa, c'è Diffusione Tessile, più caro ma con prezzi sempre più bassi dei punti vendita tradizonali.



In altre città italiane la catena che vende moda a peso ha l'insegna Kilofascion.  

Sempre in tema di vintage, anche se non proprio economico, da Cavalli e Nastri in via Brera, anni '50 con cintura di tessuto aggiunta a 250 euro.


sabato 5 maggio 2012

Wedding Reception


Non so quanto si spenda per affittare una villa (di sontuose location online è zeppo ma i preventivi sono a richiesta) e neppure per un raffinato menù che prevede aperitivo in piedi, primi e secondi serviti da premurosi camerieri ai tavoli, pausa sigaretta e torta nuziale.

Ho scartato per insofferenza ogni soluzione che preveda l'obbligo per l'invitato di consumare un pranzo a fianco di amici o parenti sconosciuti con i quali, esaurito l'argomento tempo e arrivando al fatidico "non ci sono più le mezze stagioni" non si sa più di cosa conversare e segue un pesante silenzio.

Tanto più che secondo Barbara Ronchi Della Rocca è proibito parlare di:
- soldi;
- temi esistenziali, nell'ordine: noi stessi, l'amore, la morte, l'amicizia tra uomo e donna, l'immortalità dell'anima, la reincarnazione;
- i sogni;
- i segni zodiacali;
- il sesso;
inoltre, è preferibile evitare:
- la politica se non con molta cautela, occorre essere accondiscendenti e non perdere la calma (come peraltro tutti i talk show insegnano...);
ah e nella pagina successiva sempre del suo libro Questioni di stile no anche a:
- argomenti raccappriccianti e disgustosi (niente Bones quindi);
- descrizioni di incidenti o operazioni (neanche CSI perciò);
- dissertazione su topi e scarafaggi (come sopra);
- gastronomia raccontando con toni entusiastici di vivande degustate ad altri deschi.

Oltre ad aver scoperto di essere stata una pessima padrona di casa avendo affrontato quasi tutti questi argomenti (non necessariamente insieme) nel corso delle innumerevoli cene a casa nostra, mi sfugge quali altri temi rimangano da affrontare, così per evitare qualsiasi possibile tedio ecco la soluzione ideale: buffet in cui ognuno si serve con i tempi che desidera e si siede dove vuole.

Prima soluzione, la più semplice: aperitivo rinforzato (10 bocconcini, piatto caldo, vino e spumante) all'elegante bar con dehor nel cortile di Palazzo Reale. Costa come una cena al Fico d'India (splendida cucina siciliana e ottima cantina) ma si mangia come in un bar nella pausa pranzo.

Seconda soluzione, cena tibetana a domicilio: i monaci buddisti cucinano a casa tua un menù tipico, vegetariano o con carne, chiudendo con il rito della dispersione del Mandala. Sono organizzati per preparare cibo fino a 60 persone, ma in casa nostra non saprei proprio dove far sedere così tanti invitati!

Terza soluzione, catering equo e solidale: buffet preparato con cibi del commercio equo e solidale e portato a casa tua o in una location a scelta. A casa nostra, vedi sopra, altrove è una bella idea, ma dove? P. suggeriva l'Umanitaria, i chiostri in effetti sono suggestivi, avrò il tempo di telefonare?

Quarta soluzione, brunch: l'orario è giusto, ci sposiamo a metà mattina, si può organizzare a buffet. Dove? Ecco, questo alla prossima puntata!

lunedì 30 aprile 2012

Paperina o olgettina


Prima ricognizione sul mercato della scarpa. L'obiettivo è un comodo decollété (più familiarmente decolté) con un tacco ragionevole, possibilmente largo (quei bei tacchi quadrati anni '70 così a prova di storte...). Niente punta (perchè incentivare l'alluce valgo quando se ne può fare a meno?). Per il colore nessuna preclusione (finchè non c'è il vestito...).
Insomma, il modello indossato da Paperina mi sembra l'ideale.

"Buongiorno, un modello con la punta più quadrata?"
"Ah, guardi che non è che è più comodo di queste a punta!"

"Buongiorno, il decolté in vetrina ma con il tacco più largo come nel modello invernale?"
"Mi dispiace per la nuova collezione solo tacchi a spillo"

"Buongiorno, vorrei vedere quelle scarpe"
"No, il suo numero non c'è ma provi pure il numero di meno, calzano benissimo!"

"Ecco queste sono perfette, me le può far provare dell'altro colore?"
"Non c'è, ma il beige va con tutto"

"Buonasera, c'è il mio numero del modello chiaro in vetrina?"
"Sì, lo prendo subito. Eccolo, è nero ma è molto elegante"

"Buonasera, vorrei vedere quella scarpa chiusa in vetrina"
"Guardi del suo numero c'è questa senza punta e con il cinturino dietro"

Vabbè provarci, ma neanche ascoltare le tue richieste... se avessi voluto però un modello con la zeppa, tacco 12 (o 14 o 16 o...), magari spuntate e di vernice le avrei trovate ovunque da via Torino a Paolo Sarpi. In comune la scomodità assoluta, l'impossibilità di muovere anche solo qualche passo e la garanzia di vesciche inopportune che trasformano la sposina nelle foto del "giorno più bello" in una pallida imitazione delle smorfie che pubblicizzavano il callifugo del dottor Ciccarelli.
Guardando il modello olgettina in vetrina vedo scorrere un flashback sul vetro: parcheggio MM Lampugnano, orde di ragazzi e ragazze che arrivavano non per la festa, una volta dell'Unità ora non so, ma da un raduno di papa boys e dalla notte bianca dello shopping. Non so la provenienza della fanciulla un po' ciciottina con lunghi capelli neri, accompagnato da un tamarro con gel e camicia sbottonata sul petto con ricrescita, ma ricordo le lacrime mentre cercava di raggiungere la macchina. Si muoveva con lo stesso timore di uno con i trampoli alle prime armi, ogni passo serrava la mascella e si appoggiava al tamarro stringendo forte il braccio mentre piangeva silenziosamente per il dolore. Ai piedi, rigorosamente nudi, delle scarpe scamosciate rosse con zeppa e tacco vertiginoso che probabilmente per togliersele avrà dovuto segare via come era già accaduto alla sfortunata protagonista di Scarpette rosse di Andersen, più che una fiaba un incubo.



mercoledì 25 aprile 2012

Matrimonio solidale




A Fa la Cosa Giusta, la fiera del consumo equo e solidale, non potevano mancare gli abiti da sposa. Lo studio del modello e il cartamodello sono realizzati in italia, la fattura è opera di artigiani che lavorano in cooperative in India, la commercializzazione avviene grazie a L'Orlo del Mondo.
L'abito a destra è realizzato in shantung di seta, tessuto con telai mauali e tinto con colori naturali. I modelli si possono modificare, stringere, accorciare... Il costo è da 650 a 980 euro.

Le bomboniere sono create a mano nei paesi del sud del mondo e vendute secondo i principi del commercio equo e solidale, rispetto dei diritti dei lavoratori e prezzo equo per la loro produzione.
Oltre ai sacchettini, in carta, tessuto, juta (da 1.10 a 3.30 euro) anche sculture e altri oggetti particolari. Si trovano nelle botteghe Altromercato.


Anche il buffet può essere a base di alimenti prodotti da cooperative contadine e commercializzati dalle botteghe del commercio equo e solidale. Mi informo e poi aggiorno!

lunedì 23 aprile 2012

Il vestito? Olè!



Ecco i fidanzati ufficiali in viaggio a Madrid (qui siamo all'Orto Botanico).

Poteva mancare una ricerca del vestito in terra di Castiglia? No, non poteva e così tra un museo e l'altro (fantastico il Prado e dalle 18 alle 20 si entra gratis ma la coda è lunghissima, se si compra il biglietto conviene acquistare insieme il catalogo: per meno di 20 euro vedi le opere e ti porti a casa un pubblicazione fatta benissimo. Emozionante Guernica al Museo Reina Sofia dove si entra gratis dalle 19 ed è più fattibile) ecco i tentativi di acquisto di un abito adatto.

Prima tienda Etxartpanno che a Barcellona aveva vestiti anni '50 niente male e online ancora si trovano (vedi foto). Ahimè la sede madrilena ha solo vestiti da cerimonia con fantasie tipo tappezzeria e strascico annesso o, in alternativa, maculati da incollarsi addosso con difficoltà respiratorie.


E così ochieggiando in giro ho scoperto che, a parte gli inevitabili Zara, Desigual, Custò e Mango (a proposito c'è l'outlet in calle de Fuencarral 70 o 72, ma l'ho saputo da F. troppo tardi) con tiendas in tutta Madrid, nella via dello shopping di lusso, calle Serrano sono aperti tutti i marchi italiani come Ferrari, Prada, Gucci e persino Boggi (l'outlet Boggi invece è in via Lancetti 28 a Milano!).
Accidenti alla globalizzazione, ti toglie il gusto della scoperta: sembra di essere in centro a Milano!!!

Comunque, tanto per la cronaca, non ho resistito e sono entrata da Camper e Agatha Ruiz de la Prada, ebbene stessi articoli, stessi prezzi e stessi sconti dei negozi in Italia... che delusione!

Per fortuna cercando di visitare, senza riuscirci, la casa museo di Lope de Vega abbiamo scoperto un fantastico negozio di zapado: Don Flamenco.






e così oltre a scarpe da uomo e da donna, rinforzate con chiodi sulla punta e sul tacco ideali per battere a tempo mentre ci esibiremo in un flamenco nella sala matrimoni di Palazzo Reale abbiamo finalmente avuto l'ispirazione anche per i vestiti: eccoli!


I consigli

Ho bisogno di consigli, chi meglio delle ex compagne di liceo?

"Ma l'hai già scelto il vestito?"
"No, ho guardato un po' in giro ma..."
"Ma come lo vuoi lungo o corto? bianco?"
"Guarda che non è obbligatoria la gonna!"
E così esce l'album di nozze di P., un matrimonio in bianco e nero degli anni '90, lei con un elegante completo giacca e pantaloni, scarpe bianche e capello impeccabile.
"Cercavo qualcosa di colorato, ho provato un tubino cipria ero così smorta..."
"Ma basta un po' di crema autoabbronzante sulle braccia"
"E tu L. ti sei sposata in bianco?"
"No, guarda era un vestito terribile!", in effetti a riguardare le foto di vent'anni fanno sorridere spalline imbottite e capelli in piedi, chissà quando riguarderò quelle di quest'anno...
"Ma per le scarpe cosa consigliate? mi hanno detto tacco obbligatorio..."
"Beh, dipende quanto è alto lui?"
"Ballerine no?"
"Veramente avevo pensato anche ai sandali, farà un caldo..."
"Piedi curati mi raccomando!"
"Ecco, appunto, è vero o no che con la manicure non vanno tolte le pellicine? Se ci sono servono pure a qualcosa"
"Certo che no, e attenzione a scegliere la manicure è come il dentista, massima igiene!"

Allora faccio il punto, devo autoabbronzarmi, provvedere a manicure e pedicure e ho una lista di indirizzi dove cercare un vestito...

Improvvisamente riemerge da un file della memoria, archiviato 25 anni fa, F. alle prese con un matrimonio in chiesa (i genitori di lui ci tengono tanto!) e in poche settimane risucchiata in gonna a fiori e zoccoli in un gorgo e riemersa con le meches, abbronzatura artificiale, abito bianco e velo mentre distribuisce bomboniere "sì ma sono utili, cucchiaini d'argento per lo zucchero". 
No, il gorgo no!

domenica 15 aprile 2012

La torta sì, ma quale?



Il cake design è così di moda che c'è anche un festival, ma rimango dell'idea che una torta deve essere soprattutto buona e questa pasta di zucchero preconfezionata che vendono in bidoncini di plastica non mi ispira proprio.
Forme e decori sono fantastici ma poi come si fa a tagliare? E non è meglio la classica a piani con il suo bel supporto dove decidi pasta, ripieno e copertura senza problemi di tenuta?
Ah, dimenticavo. L'ultima tendenza è una composizione di cupcakes glassati, non c'è da tagliare e sono monoporzioni che possono essere decorate in modo diverso.
Bhè, nel dubbio ho postato un sondaggio, chi vuole rispondere lo trova sulla destra della pagina, grazie!
PS Un chiarimento: la torta americana è quella con i piani sovrapposti (prima fotografia); la torta tradizionale o classica è quella con i piani distanziati (seconda fotografia); i cupcakes monoporzione la terza possibilità.
E' possibile correggere il proprio voto, il sondaggio si chiude il 30 aprile! Grazie!!!

Le testimoni



Ecco forse non ho ancora le idee chiare sul mio look ma per le testimoni questi abiti sono più che adatti! Mando subito un link alle mie figlie!

Burocrazia



"Quando ci sposiamo?"
"Marzo, quando c'è il mio compleanno"
"Va bene, ma poi partiamo subito per il viaggio di nozze?"
"Sì, perchè?"
"Bhè è ancora freddo, dove andiamo?"
Dopo complicate alchimie per stabilire la data del grande evento che hanno preso in considerazione:
1. condizioni climatiche planetarie;
2. durata possibile del viaggio (da 2 a 7 settimane, lo so è un po' generico...);
3. quali paesi ci piacerebbe visitare ("E' da tanto che vorrei tornare in Grecia", "Ma è vicino, ci puoi andare quando vuoi", "E' da 25 anni che ci provo!");
4. esami universitari e impegni lavorativi;
scartato marzo per la temperatura e settembre perché è troppo in là, il mese ideale si è rivelato giugno.
"Bene, andiamo a prenotare la data in Comune!"
"Ma quali documenti servono?" 
Per fortuna il nostro è un caso facile, è sufficiente un documento d'identità e così dopo pochi giorni siamo in attesa davanti all'ufficio Matrimoni, in via Larga 12 un po' emozionati e con le carte d'identità, in originale e in copia, in mano.
Ma l'emozione dura poco, non c'è coda e una gentilissima signora ci apre l'ufficio prima dell'orario previsto (manca ancora qualche minuto alle 14) per dirci che il matrimonio deve essere celebrato entro sei mesi dalle pubblicazioni, quindi siamo troppo in anticipo...
Ecco, forse è stato questo choc ("sono in anticipo!") a causare un eccessivo relax nella programmazione ed essere qui, in una giornata piovosa, a guardare la lunga lista delle cose da fare e confrontare sconsolata le poche voci spuntate con le tantissime che aspettano ancora di essere cancellate!


sabato 14 aprile 2012

Frustrazione da vestito

Strategia:
1. selezionare i negozi da visitare (inutile entrare qua e là a casaccio sperando in un colpo di fortuna)
2. guardare con calma tutti i vestiti (reprimere l'istinto di fuggire dal negozio dopo pochi minuti)
3. individuare modelli adatti (non scartare quelli troppo eleganti, con inutili fronzoli, da sciantosa, non è il mio genere, oddio questo non lo metterò mai...)
4. scegliere i colori (rosa, beige... blu? nero no ma chissà perchè sono quelli che guardo per primi)
5. provare tutti i modelli che potrebbero andare bene (anche se a prima vista non sembrano adatti e comunque, in genere, niente mi spare andare bene).

Nell'ordine Max&Co, Penny Black e Max Mara (che poi non differiscono granchè visto che sono tutti di Max Mara alias Achille Maramotti fondatore dell'azienda nonchè collezionista. La sua raccolta d'arte contemporanea a Reggio Emilia è aperta la pubblico e si può visitare su prenotazione), grande vantaggio i negozi sono tutti tra corso Vittorio Emanuele e Via Orefici.

Passo meticolosamente tutti i vestiti, spostando le grucce una a una (lo so che sembra la norma ma io in genere saltabecco di qua e di là).
Pazientemente metto da parte i modelli e indugio sui colori, beige con variante dal tortora al bronzo, rosa, dal cipria al rosa antico, blu no, verdini no, bianco ma vabbè proviamo questo... L'unica fantasia che passa la selezione è quella riportata nella fotografia di questo post, tristina eh?
Sfuggo alla tentazione di mollare tutto e andarmene "Davvero siete aperti questa domenica... ah, tutte le domeniche... quasi quasi ripasso con le me figlie" ed entro in camerino.

Prima considerazione, sono tutti tessuti strani, alcuni elasticizzati ma invece di uno sperato effetto pancera, contenitivo di trippe strabordanti, seguono fedelmente l'andamento sinuoso di dette trippe. Altri morbidi e vaporosi provocano un inquietante effetto budino che, sformato sul piatto, si accascia senza ritegno alla faccia delle tue aspettative.
Un improvviso flash, all'inizio degli anni '70 al mercato in via Papiniano amavo ravanare nelle bancarelle degli stocchisti e riconoscevo al tocco il capo di qualità, morbida seta, lino grezzo, cotone dalla trama fitta, lana vergine 100%... estraevo e, con o senza etichetta, trovavo qualcosa tagliato bene. Poi se la taglia, il modello o il colore non andavano bene era un aspetto secondario, la pesca era stata comunque soddisfacente.
Ecco dopo qualche anno strafugnare alla cieca ha cominciato a non dare più i risultati sperati, fibre sintetiche, cuciture pressapoco, modelli importabili e poco importava l'etichetta.
E' questo che mi provoca frustrazione, provo questi vestiti, anche costosi, e non trovo quella qualità che fa cadere un abito a pennello e un tessuto che al tatto da' una piacevole sensazione.

Seconda considerazione, un taglio semplice e curato no? Cosa sono 'sti fiocchi, fronzoli, spille fiorate, strass, scollature esagerate, spacchi fuori luogo...

Uno, due, tre nessun punto vendita (e relativo contenuto) supera la prova, ahimè!

giovedì 5 aprile 2012

Punti di vista

Deludente è scoprire che quello che per te è un giorno speciale per altri è solo una gran rottura. Così quando cercando di puntare sull'empatia e stimolare un po' di collaborazione dico al rivenditore di scarpe:
"Sa sono per un matrimonio, il mio"
e ottengo:
"Oddio, tutte a me oggi. Nessuno che entra e, facile facile, si compra un paio di scarpe"
ho due reazioni contraddittorie, la prima è di mandarlo a quel paese dandogli del gran cafone, la seconda è razionalmente iniziare a ragionare sulla crisi del commercio, cercare di capire quanto i negozianti ci mettono del loro nel far diminuire gli incassi (e a far pendere la bilancia per questa ipotesi ci sta la maleducata commessa, sempre di scarpe, di settimana scorsa).
Alla fine rimango e lui, forse per rimediare, tira fuori altri tre modelli giusti del mio numero che sosteneva di non avere. E aggiunge che mi può realizzare su misura tutti i modelli che voglio, nei colori che preferisco, mescolando tacchi, tomaie e colori.
Bene, mi fa piacere, e se proprio non troverò nient'altro lo terrò in considerazione.

lunedì 2 aprile 2012

Cobalto o Arancione?


"Ma dove ci sposiamo?"
"Beh, in Comune"
"Sì, ma adesso dove li celebrano i matrimoni?"
"Oh, no... hanno appena ristrutturato la sala a Palazzo Reale..."
Ristrutturato e non restaurato, e se uno guarda la foto capisce la scelta del termine. E' uno degli ultimi regali della Letty, questa la descrizione entusiastica riportata dall'ufficio stampa il 12 maggio 2011.

"Una volta blu cobalto, pareti a specchio, lampadari sontuosi, moquette damascata e un imponente arazzo. Si presenta così la nuova Sala Matrimoni del Comune all’interno di Palazzo Reale. Viene così mantenuto l'impegno assunto dall’Assessorato ai Servizi civici lo scorso autunno: dotare la città, entro la fine del mandato, di una sede per la celebrazione delle nozze con rito civile. I primi matrimoni verranno celebrati a luglio. Stile e colori sono il frutto della collaborazione tra l’Assessorato, lo studio Solci e la scenografa Leila Fteita, collaboratrice del Teatro alla Scala. Il risultato è un luogo elegante e accogliente. Il disegno delle specchiere riprende quello dell’epoca a cavallo tra 700 e 800; le cornici sono in foglia d’oro, realizzate con una tecnica antica, mentre i 16 lampadari che illuminano l’ingresso e la sala della cerimonia sono composti da gocce di cristallo, anch’essi su disegno dell’epoca.
Il tavolo delle celebrazioni è un originale del ‘700. Il grande arazzo (4,25 metri di altezza x 6,85 di lunghezza) presente nella sala è di proprietà dell’Amministrazione e risale al secolo XVII. Restaurato nel 1999, era originariamente collocato all’interno di Palazzo Marino e ora sarà esposto al pubblico.
Le 60 sedie per gli invitati degli sposi sono rivestite di broccato. Nel foyer d’ingresso, arredato con divanetti, domina una gigantesca specchiera. “Storia, eleganza e prestigio in quella che era, fino a qualche mese fa, una scatola vuota", ha detto Tanja Solci, art director milanese, spiega la realizzazione della nuova Sala Matrimoni civili a lei affidata dal Comune, "un pezzo di storia della scenografia milanese a Palazzo Reale. Un progetto non solo bello e adatto alla circostanza, ma anche ricco di citazioni stilistiche e storiche". Un progetto costato solo 30.000 euro lordi per la consulenza dell'art director Solci (che comprende a onor del vero anche la sistemazione del visual alla sede dell'anagrafe all'Isola), non sappiamo per il resto delle spese.
 E qui pareti a specchio rifatte, lampadari finto antichi, il tavolo portato via da Palazzo Dugnani dove si celebravano i matrimoni prima e che non sarà stato sontuoso ma almeno c'era atmosfera e un parco intorno.
Ma i progetti erano diversi e le coppie che avevano già prenotato per il palazzo nel parco si sono trovate in piazza del Duomo.
Ora sulla testa delle spose milanesi compare lo stendardo della mostra di turno che spenzola sull'ingresso di Palazzo Reale immortalato a imperitura memoria negli album di nozze di ogni coppia che è passata di lì.

"Che facciamo, ci sposiamo fuori città?"
"Abbiamo aspettato che se ne andassero i nazisti dell'Illinois e adesso ce ne andiamo noi?"

sabato 31 marzo 2012

Il vestito


Non sapevo ancora la data (e quindi la stagione) ma pur volendo sfuggire a tutti i luoghi comuni del matrimonio non ho resistito alla prova vestito.
In vetrina, di un tessuto che ricordava il taffetà, tessuto magico per una reminescenza adolescenziale di non so quale tristissimo e sofferto romanzo da giovinette, con una bella indicazione dello sconto praticato (obbligatoria per legge, durante i saldi deve essere esposto il prezzo intero, la percentuale di sconto e il prezzo di vendita) e colore che con la cerimonia nuziale proprio...
E così agguanto la taglia ed entro in camerino, lo infilo, mi guardo e improvvisamente capisco perchè tutte le future spose che ho conosciuto si mettono a dieta per mesi prima dell'evento, nello specchio è riflessa una enorme caramella Rossana...


Lascio perdere.
Almeno so che il mio futuro sposo non mi obbligherà a iscrivermi in palestra per tornare in forma come è capitato alla sorella di F. E c'è sempre un piano B, quando provando un vestito ti senti grassa chiedi una taglia in più...

mercoledì 28 marzo 2012

La domanda

"Famiglia un attimo di attenzione", il tono è quello serio e ufficiale che precede una severa reprimenda, ma invece di una ramanzina arriva la domanda ufficiale.
Il primo aprile è passato giusto da un giorno quindi non può essere uno scherzo... E infatti. 
Dopo l'emozione iniziale, mille progetti, proposte, desideri...
Un tourbillon di date possibili, di viaggi impossibili, di cerimonie intime o feste smisurate.
Dibattiti sul menù e i vestiti con un unico imperativo: nientre stress. 
Mancano pochi giorni al primo anniversario e poco più di tre mesi alla data fatidica e comincio a temere che il termine stress potrebbe essere sostituito da panic se non mi do' una mossa!

domenica 25 marzo 2012

Da fare


11 marzo 2012
"E allora come vanno i preparativi per il matrimonio?"
"Beh, abbiamo fatto le pubblicazioni"
"..."
"Ma mancano più di tre mesi..."
E così dopo il cappuccino è arrivato anche il caffè e per fortuna abbiamo finito l'elenco prima che ci buttassero fuori per l'arrivo dei brunchisti della domenica che avevano prenotato praticamente tutti i tavolini del locale.
Ecco la lista, impietosa, che mi ha messo con le spalle al muro. Tutto l'indispensabile e irrinunciabile per un matrimonio, anche se basic, in ordine assolutamente sparso.
1. Inviti ("ma veramente vogliamo mandarli via mail", pronta la replica "non se ne parla, vuoi mettere il piacere di ricevere il cartoncino!")
2. Viaggio di nozze ("no, non ho prenotato niente, odio i viaggi organizzati")
3. Fedi ("ma sai l'inquinamento e lo sfruttamento umano per produrre l'oro? pensavo di riciclare quello vecchio sai come le fedi dei nonni, catenine rotte" "...")
4. Bomboniere ("non se ne parla, ma sicuramente iniziero con la degustazione dei confetti" "mandoral o cioccolato?" "pensavo classici con la mandorla" "ma al cioccolato sono più buoni!" ed ecco distrutta una delle poche certezze...)
5. Fotografie ("almeno il fotografo!", per questa domanda sono pronta "ho pensato di chiedere a un paio di amici")
6. Torta ("grande dibattito, all'americana con i piani alti e sovrapposti o tradizionale con supporto e piani divisi?" "pensavo volessi fare tu anche quelle!")
7. Trucco ("trucco?", l'insurrezione è a più voci "guarda che sulle foto fa la differenza!")
8. Parrucchiere ("penavo di tagliarmi i capelli un paio di settimane prima così se sbaglia almeno fanno in tempo a ricrescere" "ma se te li tagli sempre allo stesso modo!" "sì, ma metti che quel giorno è agitato...")
9. Manicure e pedicure ("guarda che avevo ragione io le pellicine non vanno assolutamente tagliate")
10. Vestito ("ho già provato qualcosa, ma non ho trovato niente", il dibattito diventa intenso e finisce con un elenco di indirizzi dove andare, ne avrò per innumerevoli week-end)
11.Scarpe (mi salvo in corner "prima devo trovare il vestito)
12 Fiori ("pensavo di andare all'ortomercato, c'è il mercato dei fiori per i grossisti che apre al pubblico" "ma non avrai il tempo!" "beh, c'è anche un'amica che si è offerta...")
13. Pranzo ("non mi piacciono quelle robe tutti seduti a fianco di sconosciuti, è imbarazzante. Però in piedi... Anche in campagna, certo che tutti eleganti, con i tacchi sullo sterrato... mah)
14. Lista invitati ("io l'elenco l'ho preparato, è il futuro marito che non ha ancora comunicato nulla").
Non so se sono più provata io, le mie figlie o la nostra paziente amica B. Ho un filo di mal di testa, una grande ansia e una lista dettagliata stilata su una scheda "For action" della mia agenda da spuntare e così inizia questo blog: cosa serve, dove cercare, come scegliere.